domenica, 08 novembre 2009
Eh sì, da qualche tempo sto valutando la possibilità di ricominciare a studiare, quando tornerò in Svezia. Anzi, per dir la verità, al momento sono intenzionato a farlo. Cercando qualcosa che equivalesse ai cosiddetti master post-laurea italiani in Svezia, ho trovato invece alcuni corsi interessanti di laurea specialistica. Ce ne sono, infatti, alcuni che durano solamente un anno e che riguardano il mio settore. Dopo aver studiato già per molti anni e avendo da poco passato i 30, pensare di riaprire i libri mi mette male. Tuttavia, ottenendo un titolo di studi in Svezia avrei un insieme di vantaggi non da poco:
1) Mi toglierei lo sfizio di studiare in un sistema unviersitario di cui ne ho sempre sentito parlare benissimo.
2) Affinerei il mio inglese, visto che tutte le lauree specialistiche svedesi che ho trovato hanno i corsi in questa lingua.
3) Completerei il mio background: nonostante tutti gli anni che ho speso a studiare, sento che la mia preparazione accademica è ancora incompleta e può essere migliorata. Uno dei tanti motivi che mi hanno reso competitivo in Italia ma inadatto in Svezia è stato anche il fatto che la mia laurea in ingegneria informatica, pur molto corposa, è fatta di contenuti ormai obsoleti. Sono certo che le Università svedesi mi offrirebbero la possibilità di imparare tecnologie moderne e richieste dal mercato del lavoro.
4) Con un titolo acquisito in Svezia, forse, avrei qualche chance in più di trovare lavoro.
5) Magari riuscirei a crearmi i contatti giusti per trovare lavoro, chissà, proprio in ambito universitario.
Lati negativi:
1) Non ho mai visto richiedere due lauree per un certo lavoro, anzi: normalmente si preferisce l'esperienza lavorativa.
2) Non ho molta voglia di aspettare ancora: l'iscrizione va fatta entro gennaio ma poi bisogna aspettare fino ad agosto prima che inizino i corsi, quindi rimarrei in Italia ancora per un po'.
3) Darei meno attenzione alla ricerca del lavoro di quanto farei se invece andassi in Svezia come due anni fa, perché non ho intenzione di metterci tanto a dare tutti gli esami e quindi mi ci butterei a capofitto.
Si capisce che, in ogni caso, il giorno che dovessi trovare da lavorare in Svezia, probabilmente mollerei gli studi senza pensarci un secondo. Prima di potermi iscrivere, però, ho scoperto che tutti i corsi di laurea specialistica che ho visto hanno un requisito che ora come ora mi manca: un diploma che attesti la conoscenza della lingua inglese. Già, io ritengo di avere una conoscenza di questa lingua piuttosto buona, visto che non ho mai avuto grossi problemi in tutte le ormai non poche esperienze all'estero che ho fatto. Tuttavia, questa mia conoscenza non è certificata da nessuna parte; persino nel certificato di laurea non c'è traccia, visto che c'è scritto semplicemente "lingua straniera". Il tipo di certificati più richiesti dalle Università svedesi sono il
TOEFL e lo IELTS. Per questi titoli è necessario superare un test a pagamento (225€ per il TOEFL, se non erro). Sto in questi giorni documentandomi su questi due tipi di diploma perché se decido di ricominciare l'Università, dovrò preparami alla svelta e, da quel che ho sentito dire, sono esami molto difficili.


COSMO: dal greco "kósmos" = "ordine".

COSMETICO: dal greco "kósmesis" = "l'adornare", da
"kósmos".
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categoria:lavoro, università, svezia, etimologia
martedì, 27 ottobre 2009
Interrompo la serie di post "statistici" (perché, vi dico già, continuerà con un altro post ) con un nuovo post musicale, dove in qualche modo la Svezia c'entra sempre. Sì, perché ieri ho partecipato, con soddisfazione, alla prima tappa italiana del "Progressive Nation 2009 - European Tour", svoltosi presso il Forum di Assago (MI). Ad esibirsi c'erano due gruppi che non conoscevo (Unexpect e Bigelf) e nientemeno che Opeth e i celebri Dream Theater. Questi ultimi due sono senza ombra di dubbio gli ensemble che più ho ascoltato negli ultimi 10 anni e sapere di poterli vedere in un colpo solo ad un'ora e mezza da casa era un'occasione troppo ghiotta per farmela sfuggire. Fortunatamente il lavoro non mi ha mandato in trasferta in questo periodo, per cui mi sono lanciato assieme a due compagni verso uno dei concerti sicuramente più belli che abbia mai visto.
Con un'oretta di ritardo, il mini-festival è cominciato con gli Unexpect, combo di 7 elementi proveniente dal Canada. Il genere che suonano è piuttosto difficile da descrivere; provandoci, potrei dire che si tratta di un avantgarde progressivo ed estremo, nel quale ho sentito persino ritmi che non saprei se definire reggae, folk gitano o altro. In realtà, penso che siano dei fanatici virtuosi che pur di suonare qualcosa di originale si sono inventati un loro genere, difficilissimo da suonare e da ascoltare... Anzi, direi inascoltabile! In ogni caso, hanno il loro perché e sicuramente non fa male poter vedere una band così insolita, magari proprio nell'ambito di un mini-festival. Per chi non li conosce e vuole farsi un'idea, suugerisco questo video live di "Desert Urbania", che tra l'altro hanno suonato ieri:
Dopo aver subito un taglio ai tre quarti d'ora di esibizione previsti, evidentemente per recuperare il ritardo, gli Unexpect hanno lasciato il campo ad un altra band poco conosciuta: i Bigelf. Questi sono un quartetto californiano che, di nuovo, suona con uno stile piuttosto preciso ma molto meno eclettico rispetto al gruppo precedente. Eseguono, infatti, un progressive rock dal sound moderno, ma che sento ispirato al rock degli anni '70; personalmente, io ci sento qualcosa dei primi Black Sabbath e del progressive rock di quell'epoca. Nel complesso hanno suonato anche loro molto bene e, nonostante non li conoscessi, non mi sono affatto dispiaciuti. Sicuramente meriterebbero più spazio di quanto gli è stato concesso.
Di loro vi propongo un'immagine scattata ieri sera dall'Orsetto Peloso, che ringrazio:
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A questo punto della serata arriva finalmente il primo, vero momento clou per il sottoscritto: gli Opeth, indiscutibili maestri del progressive death metal! Come dicevo all'inizio, la Svezia in qualche modo c'entra in questo concerto, perché in effetti gli Opeth provengono da Stoccolma. Come loro abitudine, i cinque scandinavi hanno suonato in maniera quasi perfetta, mettendo in scaletta alcuni brani che ho particolarmente gradito, come "The Leper Affinity". Purtroppo anche loro hanno dovuto subire un taglio del tempo previsto e hanno così suonato per circa un'oretta. Va detto che, dal punto di vista della presenza sul palco, gli Opeth hanno confermato di non essere all'altezza delle loro capacità compositive e tecniche e la loro esibizione, secondo me, è stata visivamente la peggiore della serata.
Propongo di seguito un altro scatto fatto dall'Orsetto, che debbo necessariamente ringraziare di nuovo:
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A questo punto, il Forum si è riempito notevolmente e, dopo un'ulteriore attesa si sono finalmente manifestate le vere star di questo festival. I Dream Theater sono partiti rombanti con "A nightmare to remember", tratto dal loro ultimo album. Subito si è capito che i cinque di Boston sono giunti in Italia in forma strepitosa; non immaginavo, tra l'altro, che il cantante James LaBrie avesse ancora tanta voce e tanta vivacità sul palco. Dopo una così bella partenza, il quintetto ha tirato fuori dal repertorio nientemeno che "Mirror", in assoluto uno dei miei brani preferiti. Prima del concerto speravo che i Dream Theater dessero tanto spazio al materiale più vecchio e devo dire che sono stato accontentato, perché, come nell'album originale "Awake", attaccata a Mirror è partita anche "Lie", altra canzone mitica, di cui è già online un buon video:
 
Dopo questa meravigliosa prima parte, i Dream Theater hanno continuato suonando altri vecchi brani, questa volta presi da "Scenes from a memory", sempre con grande potenza, precisione ed impatto visivo. Ecco, più di tutti mi ha impressionato il batterista Mike Portnoy: a tratti dà proprio l'impressione di non essere umano, per quante cose riesce a fare contemporaneamente e con scioltezza. Per esempio, ogni tanto si alzava dallo sgabello continuando a suonare tranquillamente i difficili brani della sua band; oppure, quando era inquadrato da una telecamera, ci ha quasi messo la testa dentro, infilandosi una bacchetta nel naso... Il tutto, incredibilmente, senza perdere un colpo. Grazie a trovate di questo genere, alla loro smisurata bravura, alla bellezza della scaletta e non ultimo anche alla scenografia, i Dream Theater sono stati, a mio avviso, i migliori della serata. Il tempo che è stato sottratto ai gruppi precedenti è stato alla fine ben speso per lasciare suonare per intero questi grandiosi musicisti.
Per finire, un'ultima immagine, che purtroppo non è dell'Orsetto e perciò non posso ringraziarlo, bensì del sottoscritto:
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LIOFILIZZARE: dalle voci greche "lýein" = "sciogliere" e "phílos" = "amico".

CECCHINO: nel gergo italiano militare, "cecchino" si riferiva al soldato austriaco, ispirato dal nome dell'imperatore Francesco Giuseppe (Cecco Beppe).

FANFARA: dal francese "fanfare", di origine onomatopeica.


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categoria:musica, etimologia
martedì, 01 settembre 2009
Questa sera mi sono deciso a fare un'indagine sistematica che mi desse un'idea, più concreta della semplice impressione, di ciò che occorre per lavorare nell'ambito dell'Information Technology in Svezia. Indubbiamente sono stato spinto anche dallo scioccante esito della mia candidatura presso l'azienda del post precedente. Mi sono messo a leggere le prime 50 offerte di lavoro che mi sono capitate a tiro nella categoria IT dei vari siti specializzati e ne ho tratto una lista di conoscenze informatiche richieste.
Siccome so che una parte non trascurabile dell'audience di questo blog è interessata al mercato del lavoro IT, ho deciso di pubblicare i risultati della mia breve ricerca. Il lavoro informatico si conferma assai variegato e talmente vasto da richiedere specializzazioni a volte molto ben distinte tra loro. Non ci sono sorprese ma comunque questa tabella mi chiarisce meglio ciò che realmente è richiesto e ciò che non lo è più. Su tutti, mi ha sorpreso il fatto di aver trovato solo 3 occorrenze riguardo il C++. Lo storico linguaggio, che mi ricordo essere ancora molto in voga fino ad un paio d'anni fa, sembra ormai prossimo ad uscire di scena, almeno come competenza esplicita: credo comunque che continuerà ad essere usato ed insegnato ancora a lungo.
Forse 50 offerte sono un po' pochine per una statistica seria ma un'idea la danno comunque.
NOTA: non ho preso in considerazione requisiti come anni di esperienza, sistemi operativi, conoscenze linguistiche o altro. Ho voluto semplicemente focalizzare l'attenzione sulle competenze più legate al software. Ogni competenza ha al suo fianco la percentuale legata al numero di volte che compare all'interno di un'offerta di lavoro. Ovviamente in ogni offerta di lavoro possono essere richieste più competenze.


.NET e linguaggi annessi 30%
Java e affini 22%
SQL e dialetti 20%
Oracle 12%
ASP .NET 10%
SAP 10%
XML 8%
C/C++ 6%
CSS 4%
UML 4%
VoIP 4%
Web Services 4%
Websphere 4%
ADSL, AJAX, Amdocs, AutoCAD, Avaya, AX 2009, BCM, BizTalk, Cerillion, CMS, Dynamics CRM, EAI, Exchange, Facelts, Forensics, HTML, IBM DB2, IIS, Inventor, Jboss, JSF, LabView, LIS, Novell, Pearl, PHP, Pro/E, Python, Richfaces, RUP, Scrum, SharePoint Designer, SOA, Singl.eView, SolidWorks, TDD, Visual Basic, Weblogic, XHTML, XSL 79%

Spero di essere stato utile!


ICTUS: dal latino omonimo, col significato letterale di "colpo".

PERENTORIO: dal tardo latino "peremptoriu(m)" = "che apporta morte", da "peremptus", da "peremptu(m)", participio passato di "perimere" = "vanificare" e composto da "per-" = "al di là" ed "emere" = "comperare".
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categoria:lavoro, svezia, etimologia
domenica, 16 agosto 2009
Nella settimana che va dal 7 agosto al 13, sono stato per la terza volta a Stoccolma. Anche quest'anno, infatti, ho deciso di trascorrere lì le mie brevi vacanze. Quest'anno sono stato invitato dalla mia amica Isil, che, tra le mille difficoltà di un immigrato, si sta passo dopo passo sempre più radicando nella società svedese. Mi ha fatto molto piacere rivederla e constatare tutti i progressi che sta facendo. La strada è ancora molto lunga per lei e ancor più per me ma va già bene così.
Naturalmente, non potevo fare a meno di reincontrare anche il mio angelo custode, Anna. Quest'anno si è davvero superata, invitandoci nella sua stuga fuori città e dandomi dei suggerimenti di cui scriverò fra poco. Grazie a lei, ho potuto finalmente trascorrere una domenica nel verde circostante la capitale e vivere per qualche ora come fanno tanti Svedesi: a contatto con la natura. Ho visto un tramonto meraviglioso, tantissima vegetazione, un piccolo lago. Tutta la Svezia è piena di scenari di questo tipo e sono spesso facilmente accessibili anche a chi vive nel cuore di una città. L'unica pecca di questi posti, secondo me, è la presenza abbondante di zecche e, soprattutto, zanzare. Ho schivato le prime ma le seconde mi hanno assalito ogni notte. Vi mostro tre scatti  fotografici che riassumono lo spettacolo di questa gita:
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In Svezia ho trovato il solito clima mutevole: molto caldo di giorno per tutto il weekend e cielo nuvolo e pioggia negli altri giorni. Comunque, alla sera, è sempre stato molto fresco e anzi si sta bene anche con una maglia con maniche lunghe indosso.
Grazie alla mia amica quest'anno ho potuto assaporare un altro aspetto di Stoccolma che mi mancava: le iniziative culturali. D'estate la città organizza un vasto calendario di attività nei molti parchi e, notare bene, sono gratuite. A queste attività partecipano moltissimi cittadini che non perdono l'occasione di stare assieme per una serata distesi su un prato. Noi abbiamo iotuto, in particolare, partecipare a due di questi eventi: la prima è stata una rappresentazione teatrale ("Potatis landet", "la terra delle patate"), moderna e piena di famiglie e gente che si è portata dietro la cena. Il secondo evento è stato suggerito in primis da Anna, che ci ha dato appuntamento al Rålambhovsparken per assistere al cinema all'aperto. Nonostante all'inizio piovesse, il parco si è riempito di persone; alcuni sono addirittura venuti con un tipo di barbecue portatile usa&getta che pare essere molto popolare in Svezia. Così, io, Isil e il mio angelo custode ci siamo seduti su una coperta fornita da quest'ultima e abbiamo guardato un classico del cinema, "Thelma e Louise", in mezzo a centinaia di pacifici stoccolmesi. Questa cosa mi ha fatto sentire un pochino più simile a loro. Questo genere di attività, oltre al loro valore culturale, consente ai cittadini di condividere delle esperienze che alla fine li rendono più coesi, più coscienti della loro collettività. Per questo è importante che simili iniziative siano gratuite, in modo da essere accessibili a tutti.
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All'inizio ho accennato a dei suggerimenti datimi da Anna: ebbene, parlando, è venuto fuori che lei ha saputo di un'azienda a Stoccolma in forte espansione che cerca programmatori. Addirittura, questa ditta ha recentemente assunto un italiano dall'Italia che non sa una parola di svedese. Non sono servite altre informazioni per convincermi a dedicare l'ultima mattinata di vacanza alla visita di questa azienda! Mi sono recato da loro, presentandomi come programmatore in procinto di trasferirmi in Svezia. Il ragazzo responsabile, che avrà avuto a dir tanto 35 anni, è sembrato piuttosto incuriosito da come avessi fatto a sapere che la sua azienda era in cerca di persone. Mi ha detto che in effetti sono sempre in cerca di personale e mi ha invitato a mandargli il mio CV. L'ambiente mi è parso subito abbastanza amichevole, basti pensare che vicino all'entrata c'era uno spazio ricreativo munito di calcio balilla, distributore di bibite e altri sollazzi.
Preso dallo slancio e da una sorta di masochistico gusto di revival delle giornate ai tempi della mia prima venuta a Stoccolma, mi sono subito messo alla ricerca di un'altra azienda cui far visita. In breve, ho recuperato l'indirizzo di una grossa società che potrebbe aver bisogno proprio delle mie competenze. Mi sono pertanto recato nell'ufficio (a Kista) e mi sono spacciato per un ingegnere dell'automazione che si sta trasferendo a Stoccolma, che tanto apprezzerebbe il fatto di poter continuare la propria carriera nello stesso settore da cui proviene. La risposta che ho ottenuto è stata diversa ma comunque simile a quella della società suggerita da Anna e perciò oggi manderò i miei documenti anche a questa azienda.
Purtroppo, una volta tornato in Italia ho appreso che il ragazzo della prima azienda mi ha risposto all'e-mail, dicendo che non ho le caratteristiche adatte per ciò che stanno cercando al momento. Mi ha comunque fatto la cortesia di elencare, con tanto di link, una lista di competenze richieste: in effetti, si tratta di aspetti del mondo della programmazione che in parte non ho nemmeno mai sentito nominare e che probabilmente non faranno mai parte del mio CV. Comunque, come consuetudine, il tipo mi ha detto che terrà presente il mio CV per il futuro.

Quale bilancio finale trarre da questa terza visita a Stoccolma? Beh, senza dubbio mi ha permesso di distogliermi dall'opaco mondo che mi circonda durante tutto l'anno. Riconosco che per certi versi la vacanza non è stata buona come poteva essere, anche per colpa mia, ma è stata in ogni caso una bella esperienza, che ripeterei interamente ed immediatamente. La mia voglia di andare là è ancora aumentata.
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ELARGIRE: dal latino "elargiri", composto dal rafforzativo "ex-" e "largiri", da "largus" = "largo", ossia "distribuire con larghezza".

BAGNOMARIA:  dal latino parlato "baneu(m)", dal greco "balanêion", di orig. sconosciuta. II nome deriverebbe da quello di un'alchimista, Maria l'Ebrea.

SGUATTERO: dal longobardo "wahtari" = "guardiano", di cui si è perso l'antico significato militare.
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categoria:cinema, lavoro, vacanza, svezia, etimologia
lunedì, 13 luglio 2009
Una delle differenze che riscontro continuamente fra il mondo del lavoro italiano e quello degli altri Paesi avanzati d'Europa è il diverso atteggiamento che si ha quando si deve parlare di salario. Secondo la mia personalissima opinione, per l'italiano medio l'argomento "stipendio" è tabù. Forse si parla più facilmente addirittura delle ultime scorribande con l'amante di turno piuttosto che del proprio salario. All'estero non sembra esserci altrettanto riserbo; se guardiamo la Svezia, poi, c'è da dire che gli stipendi sono facilmente conoscibili e addirittura c'è un sito come quello di cui ho parlato nel post scorso. Per quanto riguarda l'Italia, invece, mi sovviene il putiferio scoppiato quando l'Agenzia delle Entrate pubblicò, per pochissimo tempo, i redditi dichiarati di tutti i cittadini. Mi ricordo di molte persone che si sentirono come denudate. Io sinceramente, non ci trovavo nulla di strano, anzi. Eppure, mi pare che gli Italiani mostrino un pudore per il proprio denaro che trovo molto spesso eccessivo, ingiustificato... Come se si volesse nascondere qualcosa, forse, ma non ne sono convinto.
Questo atteggiamento trova risvolti anche nelle offerte di lavoro e nel modo in cui sono gestite le assunzioni. So per certo che talvolta lo stipendio non viene neppure citato durante i colloqui. Si pensa, forse, che parlare della propria retribuzione mostri un attaccamento al vil denaro che farebbe pensare al potenziale datore di lavoro che siamo dei cattivi lavoratori, più interessati al guadagno che al bene dell'azienda di turno. In realtà, il compenso monetario è la prima e fondamentale caratteristica del lavoro, checché se ne possa pensare.
Osservando gli annunci di offerte di lavoro nel nord Europa vedo che spesso, nella candidatura, è richiesto di specificare l'ultimo stipendio ricevuto, se non addirittura quello che si desidera percepire. La cosa mi ha sempre messo un velo di imbarazzo, perché non so bene che cosa sia giusto rispondere, anche se mi ci sto pian piano abituando: se dico il vero, magari non mi credono perché è al livello dei più umili lavori svedesi; se dico di più, temo di esagerare. Di solito dichiaro di desiderare lo stesso mio attuale salario, nonostante la vita in Svezia sia più cara, anche perché credo sinceramente di poterci campare lo stesso, all'inizio... Ma forse sbaglio...
Purtroppo, in passato ho visto anche novelli ingegneri accettare proposte di lavoro a gratis. Sì, perché il datore convince il futuro dipendente che siccome è neolaureato non sa nulla sul lavoro e perciò la retribuzione è superflua: già la possibilità di imparare è sufficiente! Se questo genere di mentalità continua ad imporsi, non so dove andremo a finire.


BLINDARE: dal gergo militaresco francese "blinde", dal tedesco "blenden" = "accecare", nel senso di occultare un'azione militare.

OVAZIONE: dal latino "ovatione(m)", da "ovare" = "manifestare gioia".
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categoria:italia, riflessioni, lavoro, svezia, etimologia
sabato, 13 giugno 2009
Navigando fra le offerte di lavoro in Scandinavia (sì, perché ormai ho iniziato anche a guardare a Danimarca e Norvegia), ho scovato questo curioso sito:
http://www.lonestatistik.se/
Si tratta di un sito dove i visitatori possono inserire il proprio stipendio, registrato in base a regione, esperienza, sesso e professione. Ciò che ne scaturisce è, come suggerisce il nome del sito, una statistica circa gli stipendi svedesi. È possibile ricercare fra una vastissima gamma di professioni, pur di conoscerne il nome in svedese. Anzi, c'è da dire che ci sono così tante professioni diverse che spesso si incappa in categorie con pochi campioni e quindi non troppo affidabili. In effetti, noto talvolta che gli Svedesi tendono a considerare professioni altamente specialistiche che per un italiano sembrerebbero in realtà lo stesso mestiere.
Purtroppo in questo sito c'è un grosso punto interrogativo che non ho ancora chiarito: gli stipendi sono netti o lordi?
Tanto per dare qualche riferimento, ho preparato una tabellina con alcuni mestieri classici, più il mio:
PROFESSIONE STIPENDIO ESPERIENZA
Avvocato Jurist 30.030,00 kr € 2.781 3,2
Barbiere Frisör 17.877,00 kr € 1.655 6,2
Cuoco Kock 20.439,00 kr € 1.893 7,8
Dentista Tandläkare 35.013,00 kr € 3.242 7
Donna delle pulizie Städare 17.136,00 kr € 1.587 5,2
Farmacista Apotekare 28.601,00 kr € 2.648 3,8
Fornaio Bagare 20.051,00 kr € 1.857 8,6
Giornalista Journalist 25.980,00 kr € 2.406 6
Impiegato di banca Banktjänsteman 24.465,00 kr € 2.265 6,4
Infermiere Sjuksköterska 22.844,00 kr € 2.115 6,7
Ingegnere Ingenjör 30.662,00 kr € 2.839 7,3
Ingegnere dell'automazione Automationsingenjör 31.465,00 kr € 2.913 7,8
Macchinista Lokförare 26.918,00 kr € 2.492 4,2
Magazziniere Lagerarbetare 19.975,00 kr € 1.850 4,2
Medico Läkare 42.389,00 kr € 3.925 7,3
Musicista Musiker 26.069,00 kr € 2.414 17,3
Operatore di macchina Maskinoperatör 20.636,00 kr € 1.911 6
Pogrammatore Programmerare 27.466,00 kr € 2.543 4
Ricercatore Forskare 34.621,00 kr € 3.206 8,3
Segretario Sekreterare 23.082,00 kr € 2.137 10,9

Se non erro le tasse svedesi hanno circa lo stesso peso di quelle italiane, almeno per quanto riguarda il ceto medio. La vita, nel complesso, credo che costi poco più che in Italia. Mi ricordo che a Stoccolma i prezzi erano generalmente un po' più alti che a Genova e occorre considerare che si tratta della capitale.
Questa tabella si presta sicuramente a molte osservazioni. Ognuno di voi è invitato ad esporre le proprie!


ALLELUIA: dal latino ecclesiastico omonimo, dal greco "allelu Jah" = "lodate Dio".

YETI: dal tibetano "yeh-teh" = "piccolo animale simile all'uomo".

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categoria:lavoro, svezia, etimologia
domenica, 10 maggio 2009
Non vi ho più aggiornati circa quell'offerta di lavoro in Germania. Ebbene, il giorno dopo aver ricevuto quella lettera, la signorina mi ha telefonato chiedendomi un sacco di cose circa cosa faccio, cosa voglio fare, cosa so fare, ecc. Mi ha anche chiesto di scriverle una nuova lettera, con più dettagli circa le mie esperienze di lavoro. Dopo questo scambio di informazioni, beh, non ci sono state ulteriori notizie in merito. È da giorni che mi dico di scrivere un'e-mail ma non l'ho ancora fatto. Il problema è che da dopo Pasquetta ho iniziato una messa in servizio a 35km da casa. Molto comoda perché ci metto meno tempo ad andare là che in ufficio ma, come in tutte le messe in servizio che ho fatto fin'ora, non esistono sabati né domeniche. Se non ci sono troppi problemi, ho a disposizione un giorno alla settimana libero, a differenza di come era in Grecia, dove per un mese non ci fu neppure quello. Tuttavia, lavoro dalle 8 del mattino e torno a casa tra le 21 e le 3 del mattino. Giusto ieri e oggi, a causa della sosta dell'impianto dove lavoro, posso riposarmi.
Purtroppo, durante questo lavoro ho anche perso la mia macchina: essendo in ritardo a causa di un mio collega, un mattino ho deciso di andare un pochino più forte del solito per cercare di recuperare, visto che proprio nei giorni precedenti uno dei capi del nostro cliente ci aveva ammonito perché stavamo prendendo un caffè alle 8:45. La strada era ancora umida per la pioggia del giorno prima e così ho perso aderenza, andando a sbattere contro un guardrail, un furgoncino ed infine il muro, dove ho distrutto l'auto. Tutti illesi, per fortuna, tanto che siamo comunque andati a lavorare. Ora so che, nonostante la fatica che sto facendo in questi giorni, la commessa per me si concluderà comunque con un pesante passivo e ci vorranno parecchi mesi per pagare la nuova auto che ho dovuto comprare. Così anche il progetto Svezia riceve un brutto colpo, vista la brusca diminuzione dei risparmi. A parte questo, c'è stato anche un breve momento piacevole, durante ke ultime settimane, che merita di essere citato: qualche giorno fa, infatti, uno dei dipendenti della ditta nostra cliente mi ha detto, più o meno testualmente: "Quando ci sarà un momento di buona del mercato, aspettati una chiamata da parte nostra". Sinceramente non so quanto le parole di questa persona possano rispecchiare le intenzioni della sua azienda, visto che non è un dirigente. Tuttavia, non fa mai male sentirsi dire queste cose, non è vero? Peccato non sappiano che io voglio andare in Svezia!
Domani, infine, partirò per una trasferta di un paio di giorni (previsti) tra Firenze e Bologna per un lavoro nel campo ferroviario, forse addirittura in una galleria. Si tratterà di una nuova messa in servizio nella quale darò il mio supporto ad un mio collega, che poi dovrà portare a termine il lavoro da solo. Ciò che è curioso in questo lavoro è che non so né di che tipo di impianto devo far funzionare né dove si trovi esattamente. Per di più, il software è stato scritto da un'altra azienda. Il motivo per cui è stata chiamata la mia è che quella azienda non può occuparsi della messa in servizio: un bel salto nel buio, su un tipo di sistema che non ho mai visto prima... Sarà divertente.


PERLUSTRARE: dal latino omonimo, col signifacto di "percorrere con l'occhio", composto di "per" e "lustrare" = "purificare"

PAGLIACCIO: dal latino "palea(m)". È così detto perché l'abito del buffone ricordava la fodera di un pagliericcio

PIEZOELETTRICO: dal greco "piézein" = "premere".
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categoria:lavoro, etimologia
lunedì, 30 marzo 2009
...Giusto per farmi un po' sentire! Sono tornato proprio poco fa da lavoro e mi è capitata una cosa piuttosto curiosa. Nella mia posta mi son trovato una lettera che inizialmente ho subito interpretato come spam ma forse non è così. Si tratta di un messaggio da parte di una "executive search consultant" londinese ma dal nome polacco che mi offre un lavoro come sviluppatore SCADA in concentratori solari... In Germania! La cosa mi stupisce alquanto perché io non conosco né lei né tantomeno la società cui fa parte e sto cercando di capire se è un tentativo di truffa o una proposta seria. Tra l'altro, l'offerta sembra essere costruita ad arte per calzare al mio CV. Io infatti sono anche sviluppatore SCADA e sto, come sapete, cercando disperatamente di fare questo mestiere in Svezia. Inoltre, nel mio sito col CV non faccio mistero della mia volontà di lavorare nel campo dell'energia rinnovabile. È piuttosto curioso il fatto che questa signora sia venuta a cercarmi. Come mi ha trovato? Tutto ciò che so al momento è che sul mio sito oggi c'è stata effettivamente una visita da parte di un utente situato nel Regno Unito.
Se si trattasse di un'offerta seria, potrei tentennare. È pur vero che io voglio andare in Svezia ma più di tutto sento l'esigenza di andare via dall'Italia e fare quel mestiere nel settore che prediligo mi farebbe forse accettare di buon grado il fatto di non andare, ancora una volta, in Svezia.
Per adesso chiudo perché devo uscire ma vi farò saere tutte le news a presto!

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categoria:lavoro, energia, avventura
domenica, 22 febbraio 2009
Venerdì mattina ho telefonato nuovamente al riferimento per il posto alla Tetrapak per chiedere le motivazioni della mia esclusione dal processo di assunzione. La sua spiegazione, ahimé, alla fine era immaginabile: hanno ricevuto circa un centinaio di candidature valide da parte di abitanti della zona di Lund. Dato che i posti in palio sono tre, hanno ben pensato di escludermi perché hanno già molti indigeni da cui scegliere. a continuare a candidarmi per i prossimi posti.
Che dire... Non condivido molto il loro criterio di cernita; comunque ci può stare. Il signore ha anche aggiunto che se il programma fosse stato fatto presso il centro a Modena, mi avrebbero sicuramente chiamato per fare il colloquio. Inutile sottolineare che a questo punto poteva dirmi qualunque cosa per rincuorarmi. Infine, come fanno sempre quelli di questo mestiere, mi ha invitato a continuare a candidarmi per le loro posizioni.
Che dire? Alla fine, anche se non mi è piaciuta, è una motivazione che ci può stare. Forse ha inciso anche il fatto che aziende come la Volvo hanno licenziato un sacco di gente recentemente e perciò c'è ancora più concorrenza in Scania.
Intanto, oggi pomeriggio mi sono candidato spontaneamente presso un'acciaieria svedese con stabilimenti in tutto il mondo. Già, siccome alla fine è un anno che lavoro quasi esclusivamente in acciaierie, ho pensato che alcuni stabilimenti molto grandi possano avere dei programmatori interni. Con mio stupore ho ricevuto la risposta pochi minuti fa e tra l'altro oggi è domenica. Indovinate cosa mi hanno detto? Ecco, faccio copia&incolla:
Hi
We are a very small company, and no need for your skills.
Thanks for your interest.

Il signore è stato certamente gentile nel rispondermi così velocemente... Tuttavia... Come fa a dirmi che loro sono "un'azienda molto piccola", se hanno circa una decina di impianti sparsi per il mondo?
Proprio non mi vogliono, 'sti Svedesi!


PARSIMONIA: dall'omonimo latino, da "parsere" = "risparmiare".

GHIGLIOTTINA: dal nome del medico francese, Joseph-Ignace Guillotin, che la propose come metodo per alleviare la pena dei condannati a morte.
postato da: BadGrass alle ore 21:03 | Permalink | commenti (3)
categoria:lavoro, etimologia
giovedì, 19 febbraio 2009
Dopo aver atteso molte settimane, senza ricevere alcun tipo di feedback, Badgrass decide di far chiarezza sulla sua candidatura ad un posto come trainee presso la Tetrapak a Lund telefonando direttamente al signore responsabile:


BADGRASS: Pronto, Biondino della Tetrapak?
TETRAPAK: Sì, sono io.
BADGRASS: Bravo, inizi bene. Senti un po', biondino, son due mesi che mi sono candidato a quel carinissimo posto come trainee e non ho ancora ricevuto una risposta, di qualunque genere.
TETRAPAK: Beh, il motivo per cui non ti abbiamo risposto è che non abbiamo ancora deciso di rifiutarti; pardon, dato che noi facciamo cartone, direi che la parola più corretta è "scartarti". Per adesso abbiamo fatto la prima scrematura; entro questa settimana riceverai un'e-mail con il risultato della cernita.
BADGRASS: Accipicchia, che bella notizia! Non mi avete ancora rifiutato, siete ganzi! Ma dimmi, sbrodi come se fossi Antani o hai tarato il braccio quarto per eventuale assunzione?
TETRAPAK: Ehm, sì, molto volentieri.
BADGRASS: Allora, se tutto va bene, cosa succederà dopo?
TETRAPAK: Ad aprile ci sarà un colloquio. Se proprio ci sei simpatico, allora a settembre comincerà l'attività.
BADGRASS: Ok, grazie mille, buona giornata, divèrtiti, stammi bene biondino.

Tempo 24 ore e il signore mi ha spedito l'e-mail. Dopo un assordante rullo di tamburi, ho letto l'ambito responso:
"Thank you for your application for the position of Young Talent Program - Automation Engineers.
However, after careful consideration we regret to inform you that we will not be taking your application further on this occasion as other applicants have applied with skills and experience which are more in line with our role specification.
In the meantime, thank you once again for your interest in Tetra Pak."
Trattasi della stessa identica sentenza speditami mesi fa per un altro posto!

Il sottoscritto ha tuttavia deciso che questa volta una risposta automatica non è sufficiente. Per questa posizione rispondevo in pieno a tutti i requisiti e, anzi, dato che non sono più un neolaureato vero e proprio, il mio CV è forse già eccessivo per fare il trainee. Così, dopo scrupolosa consultazione con vari amici (che ringrazio), ho deciso che domani mattina telefonerò di nuovo al tipo di Tetrapak per farmi dare delle spiegazioni. Mi serve sapere per quali motivi non farò un colloquio che certamente, dal mio punto di vista, meritavo; necessito di capire che cosa mi impedisce di ottenere il mio scopo anche quando a me sembra di avere tutte le carte in regola per poter almeno sperare.
Vi farò sapere!

PS: a ben pensare, il nome Tetrapak andrebbe appropriatamente modificato in Tirapac, non trovate?




MATRIMONIO: dal latino "matrimonium", composto da "mater" = "madre", e "-monium", che indica il compimento di un'azione.

PIPISTRELLO: dal latino "vespertilio", da "vesper" = "sera".
postato da: BadGrass alle ore 23:12 | Permalink | commenti (6)
categoria:lavoro, etimologia