C'erano sostanzialmente due possibilità: andare con il gruppo principale sempre nello stesso posto, oppure andare io ed il mio collega alla ricerca di qualche altro posto. Facendo così, ho potuto provare una decina di ristoranti diversi e forse più. Ho constatato che il servizio è equivalente in quasi tutti gli esercizi, ossia si mangia bene e pressapoco la stessa cucina: calamari e polpi alla griglia, formaggi alla griglia, salse, souvlaki (spedini, generalmente di agnello), dolmadakia (foglie di vite avvolte a sigaro e riepiene di riso).
Da bere, ho trovato ovunque sempre le stesse quattro marche di birra: Kaiser, Amstel, Heineken e Mythos. Parrà strano ma non abbiamo trovato un locale che facesse eccezione; per trovare una birra diversa, sono dovuto andare al Carrefour più grande della città. C'è piuttosto una certa varietà di vini, dei quali la retsina è di gran lunga quello più popolare.Quando andavo con il mio collega in cerca di nuovi locali, ci dirigevamo sempre verso una specie di vicolo, consigliatoci da un giovane elettricista dello stabilimento.
Si tratta per la verità di un paio di stradine che si incrociano e sono riempite esclusivamente di ristoranti. In certi punti è difficile passare a causa del numero di tavoli, pieni di gente, ammassati all'esterno dei locali. È in questa situazione che ho visto concretamente una figura leggendaria di cui avevo sentito parlare qualche volta: il buttadentro. Ebbene sì, lungo queste stradine ci sono degli strani individui (dall'effemminato ed elegantissimo ragazzo in abiti anni '70 alla bionda magra e seminuda) che si lanciano sugli avventori ed iniziano a parlagli a raffica del proprio locale, mentre cercano di indirizzarli ad un tavolo libero. Il passaggio è a volte condito da momenti di autentico imbarazzo perché ci è capitato di essere braccati da tre o quattro buttadentro che tirano in direzioni diverse. Purtroppo si può dire di sì soltanto ad uno per volta ed io, con il mio collega, abbiamo rischiato seriamente di finire a mangiare da soli in due risotranti diversi!
Altra caratteristica dei ristoranti in generale, ma specialmente di quelli raggruppati nelle stradine, è la quantità elevata di elemosinanti; tra questi, purtroppo ci sono moltissimi minorenni. Ce n'è stato comunque uno davvero atipico, di cui non posso non pubblicare delle immagini. Si tratta di un signore che dimostra d'aver passato i 60 anni che, per campare, fa i classici numeri acrobatici da circo. Quando è arrivato e ha cominciato a montare sedie ed incendiare oggetti, pensavo che fosse un pazzo e che da un momento all'altro avrebbe combinato un guaio. Invece, dopo qualche minuto si è messo a fare lo sputafuoco. Fin qui, francamente, avevo visto di molto meglio ma... Il numero successivo ha lasciato tutti a bocca aperta. Il signore è infatti riuscito a mettersi in verticale sopra delle sedie impilate ed appoggiate su tre bottiglie di birra!


Morale della favola: penso di poter dire che un italiano in Grecia mangi molto bene!
EPITAFFIO: dal latino "epitaphiu(m)" = "discorso funebre", dal greco "epitáphios" = "sopra la tomba", composto da "epi-" e "táphos" = "tomba".
EPITETO: dal latino "epitheto(n)", dal greco "epítheton" = "posto in aggiunta", composto da "epi-" ed un derivato di "tithénai" = "porre".









Durante la messa in servizio è successo innumerevoli volte che un sensore si guastasse. Per porre rimedio ci voleva di volta in volta un elettricista od un meccanico esperto per rimettere a posto le cose. In questa circostanza, come si può notare, in cima alla macchina c'è un operario che lavora alacremente. Il resto della squadra, invece, lo aiuta stando ferma a guardare! Con tutte le cose utili che avrebbero potuto fare, loro se ne sono stati lì ad osservare l'unico collega che di dava da fare.
Sono rimasto a bocca aperta! Ho visto quel corpo senza testa, immobile, apparentemente incastrato sotto al rullo. Ho istintivamente pensato che fosse successa una disgrazia. Del resto, durante questa messa in servizio, ho appurato che in Grecia le norme di sicurezza sono quantomeno piuttosto larghe... Razionalizzando e vedendo che nessuno correva in giro per l'impianto urlando, ho capito che si trattava più che altro di un'illusione ottica e che quel corpo, anche se fermo, apparteneva ad un operaio che stava lavorando; così ne ho subito approfittato per fare una foto!
Ebbene sì, l'Ufficio delle Tasse svedese non si è dimenticato di me!
L'immagine purtroppo è un po' mossa ma non potevo fermarmi a impostare lo scatto. La prossima volta che andrò là mi impegnerò di più a fare delle fotografie più belle. Pubblico anche un’altra immagine, che ritrae ciò che abbiamo supposto essere il teatro:
Fa molto ellenico, non vi pare?
E io lì a scrivere velocissimamente le osservazioni che mi giungevano dalle tre fonti.
Oggi mi dedicherò ad uno dei miei argomenti prediletti: la politica energetica! Dal 6 all'8 marzo si è tenuta a Genova la terza edizione 2008 di
Come si vede, la Svezia è il primo Paese in termini di energia rinnovabile prodotta in percentuale. Certo, gli Svedesi sono molto facilitati dall'ambiente: io sono quasi sicuro che gran parte dell'energia pulita la prendono dal legname che, detto fra noi, è la fonte sostenibile che meno mi convince. Infatti, sarà pur vero che il legno, bruciando, libera la stessa quantità di anidride carbonica che si produrrebbe semplicemente decomponendosi col tempo... Ma si sta parlando di legname appositamente prodotto per essere poi bruciato! Non credo, infatti, che gli svedesi brucino solamente gli scarti di produzione e comunque non penso che sarebbe qualcosa di praticabile su scala mondiale, nell'umiltà del mio parere. A parte ciò, è ben vero che la Svezia ha un piano dell'energia molto serio e che si sta impegnando molto in questo senso, al contrario di indovinatequalealtropaesedellunioneeuropea. Non mi ricordo entro quale anno ma la Svezia conta di eliminare l'uso di petrolio; niente male, vero? Sono convinto che le aziende più potenti al mondo siano quelle che producono petrolio e penso che possano essere contrastate soltanto da governi illuminati che tengono al futuro del proprio popolo. Questa è una delle ragioni principali che mi hanno spinto a guardare alla Svezia come luogo dove far crescere un giorno la mia famiglia.
In questo stand l'azienda di turno si occupa, come intuibile, di materiali termoisolanti. Ora, sicuramente ci sarà del vero in tutto quello che dicono ma... Con un tetto di quello spessore, anche se fosse riempito di sterco, secondo me il tepore non si disperderebbe comunque! Battute a parte, non sono riuscito a capire se una tecnica come quella illustrata sia effettivamente competitiva in termini economici, al di là dell'efficacia.
Ebbene, nonostante le condizioni avverse, l'acqua che usciva dal rubinetto era tiepida, quel che poteva bastare per farsi la doccia. Questo, a meno di un clamoroso trucco, è un risultato significativo: se il solare fotovoltaico sembra ancora lontano dall'essere una vera alternativa energetica, quello termico appare invece come un aiuto più credibile nell'abbattimento dei consumi di elettricità/idrocarburi a scopo di riscaldamento.